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Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

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Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da max_tre2000 » 31/05/2017, 16:59

Codere e la percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico”

Non è vero che le persone meno scolarizzate e qualificate sono le più soggette a giocare d’azzardo, né tantomeno che chi gioca di più ha problemi economici e un basso status sociale.

Sono due dei luoghi comuni questi che vengono sfatati dal Rapporto presentato questa mattina dalla Fondazione Codere, alla Luiss di Roma, frutto del lavoro della Fondazione Bruno Visentini con l’Ipsos.

Si parla di propensione al gioco degli italiani, un tema che ha molto a che fare con il sentito popolare dell’opinione pubblica di cui il giornalismo dei nostri giorni ha una grande responsabilità e con quello che molto spesso viene percepito dal punto di vista della popolazione mentre i dati reali poi oggettivamente contraddicono il sentire comune. Su tutto questo anche la normativa e la sua evoluzione ha avuto un grande influsso nel disegnare l’immagine di cui, suo malgrado, oggi gode il gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Il Rapporto, il primo della serie, analizza dati oggettivi su come si comportano gli italiani di fronte ai giochi online e gratta e vinci che ancora una volta si confermano nelle preferenze degli utenti, donne in primis. L’analisi, frutto di una indagine che ha portato all’intervista di 1600 soggetti tra gennaio e febbraio 2017, evidenzia come in Italia dove si stima che oltre il 44% dei cittadini tra i 18 e i 75 anni ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno, solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico. I giochi più diffusi sono Grattini, Lotteria Italia, e Superenalotto anche se la percentuale maggiore delle giocate (+50%) è concentrata negli apparecchi da gioco.

A presentare l’evento il prof. Gustavo Visentini che ha ricordato come “Il problema di oggi è come regolare l’affare di massa che diventa industria e va coniugato con l’etica e la morale. Non è illegale giocare ma fa parte della legge, dobbiamo ricordarlo. Nell’online la situazione è molto più complessa”

Fabio Marchetti, condirettore scientifico della Fondazione Bruno Visentini che ha collaborato alla realizzazione del Rapporto ha spiegato che si tratta della prima edizione del lavoro svolto sulla percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia. Il lavoro realizzato insieme ad Ipsos e con la guida di Luciano Monti, docente Luiss e coordinatore FBV.

“Abbiamo fatto una classificazione di tutti i giochi – ha spiegato Marchetti – analizzando in maniera puntuale ciascuna tipologia di gioco, realizzando interviste online e telefoniche. Da questo rapporto emergono dati impressionanti sul gioco d’azzardo, più di quanto già si sapesse.

La concessione dei giochi avviene attraverso la concessione amministrativa, oggi questo sistema va in crisi, ma non solo per la questione dei giochi, va in crisi a livello generale. Il problema grosso è l’online con l’illegalità che lo caratterizza e occorre esercitare un controllo sull’esercizio dell’industria attraverso l’online. Individuando una stabile organizzazione si permette di realizzare un maggior controllo, e questo è un problema a livello mondiale che Ocse ancora non ha risolto. Il mercato dei giochi è stato premonitore di questo fenomeno dato che nella legge di stabilità di due anni fa si affrontava la questione. Sicuramente è una linea difficile da portare avanti, ma il sistema va ripensato perché la concessione oggi non è uno strumento più valido a gestire le problematiche del comparto.

In questi giorni – ha proseguito il prof. Della Luiss – viviamo un ulteriore aumento della tassazione del gioco, c’è il problema di risistemare anche il metodo della tassazione che andrebbe valutata sotto il profilo della costituzionalità. Ritengo che un sistema di tassazione come il preu è prevalentemente incostituzionale perché è un tipo di prelievo che andrebbe riformato”.

“Nel Rapporto – ha precisato il prof. Luciano Monti – ci siamo limitati ad elaborare i dati senza la necessità di apportare conclusioni e osservazioni. Queste le faremo successivamente quando avremo una serie storica sulla quale lavorare. “Sono 44,5% gli italiani che giocano, di questi una piccola componente sono anche giocatori online (5,6%). Tra i laureati gioca il 47% mentre sono il 25% coloro che non hanno titoli. Quindi questo ci conferma che il gioco è legato al reddito ma in modo diverso rispetto a quello che credevamo.

Il gioco più amato dagli italiani è il Gratta e vinci seguito dal Superenalotto, dalla Lotteria Italia e dal Lotto. Seguono VLT e Newslot che registrano le giocate maggiori, tuttavia raccolgono nel nostro rapporto la minor propensione tra gli intervistati. Le donne giocano maggiormente a Gratta e vinci mentre gli uomini preferiscono il Superenalotto e il Lotto.

Il 41,7% dei giocatori online accede anche ai siti illegali. Sembra esserci tra il giocatore ignoranza tra quella che è l’offerta legale e illegale. Sfatiamo il luogo comune che il gioco online sia più diffuso al sud perché gli utenti provengono da varie parti d’Italia senza prevalenza.
Per quanto riguarda il gioco problematico, si fotografa che il problema riguardo pochi giocatori veramente problematici (0,9%). Il giocatore problematico è un uomo, probabilmente adulto che magari può avere problemi economici e di lavoro, con un basso livello sociale e titolo di studio. A cadere nella problematicità sono ovviamente i giocatori più assidui”.

“Nella mia relazione – ha esordito Ferdinando Pagnoncelli Presidente dell’Ipsos – volevo concentrare l’attenzione su un tema che ricorre spesso, quello della percezione. Viviamo in un’epoca dominata dalle percezioni. Nel 2014 abbiamo realizzato una indagine su questa materia. All’epoca la disoccupazione era 12% ma nelle interviste realizzate la percezione era del 48%. Non tutti hanno contezza delle dimensioni dei fenomeni e a volte capita che analizzando un fenomeno come quello del gioco accade di sovrastimare un evento quando vogliamo trasmettere preoccupazione per quel fenomeno. Questo per dire che anche questa ricerca non si sottrae a questo fenomeno e ci consegna dei dati che non si sottraggono ai pregiudizi presenti nella popolazione”.

“Questa ricerca- ha proseguito Pagnoncelli – riporta al centro il valore del gioco che è un valore ludico, che sdrammatizza l’alone che circonda l’azzardo, visto come una delle tante attività che svolgiamo nella giornata. Vale la pena riflettere su come si modifica la percezione di questa realtà. Viviamo in una fase dove ognuno può dire quello che vuole, tanto più attendibile se conferma i pregiudizi presenti. Fenomeni che riguardano il momento attuale e al quale dobbiamo guardare con preoccupazione, elementi che sono ancorati nella nostra realtà.

Dobbiamo riflettere di più sulla dieta mediatica dei cittadini e sulla loro capacità di approfondimento su un fenomeno come quello del gioco d’azzardo. Nello sviluppo dei media odierno si riduce sensibilmente la diffusione della carta stampata, elemento fondamentale per l’approfondimento. Si moltiplica l’offerta informativa che ci impone dei comportamenti selettivi ma che ci permettono meno approfondimento. Altro elemento questo da valutare”.

A chiudere l’evento, al quale non ha potuto partecipare per sopraggiunto impegni istituzionali il sottosegretario Pier Paolo Baretta, Alejandro Pascual Amministratore delegato di Codere.

“Per la prima volta – ha spiegato Pascual – abbiamo a disposizione informazioni che possono portare alla realtà il fenomeno gioco. Il gioco fa parte della natura umana e nel 2003 il Senato registrava una diffusione tra italiani tale che erano presenti sul territorio 800mila videopoker. Cosa è cambiato dal 2003? Oggi abbiamo un mercato che tutela il giocatore e da contezza del mercato e di come si evolve. Le norme che vigono su tutta la filiera permettono di conoscere tutti i componenti degli anelli del mercato del gioco legale, questo fa la differenza. I problemi del mercato vanno considerate come esternalità che senza il mercato legale avremmo ugualmente, si tratterebbe di altre forme di esternalità ma alcuni problemi potrebbero esserci ugualmente.

Oggi l’incremento continuo della tassazione rischia di rovinare tutto il buono che si è creato in questi anni portando al collasso tutto il sistema. Altre decisioni che si stanno valutando con limiti all’offerta possono creare il ritorno ad una situazione di vuoto che potrebbe essere colmato dall’illegalità.

I limiti orari e le distanze possono portare alla distruzione di una attività economica ed occupazionale importante che permette entrare erariali significative. Bene valutare questo studio per analizzare come il giocatore si approccia al gioco.

In Italia – ha concluso Pascual – il mercato non è molto maturo e manca di consapevolezza e serenità per valutare l’evoluzione del settore senza correre il rischio di distruggere il buono costruito”.

Il sottosegretario Baretta con Delega ai giochi, ha inviato una lettera rispondendo ai quesiti posti dal Rapporto. “Il Governo – ha scritto Baretta – non può permettere il mantenimento di questa situazione per questo abbiamo elaborato alcune proposte in Conferenza Unificata sulle quali spero si possa raggiungere un’intesa. La presenza del gioco illegale è riscontrata nelle infiltrazioni della criminalità nel settore legale, attraverso la diffusione illegale dei Totem, del gioco online e dei centri trasmissione dati per la raccolta delle scommesse.

Per contrastare l’illegalità, oltre oscurare oltre 6mila siti di gioco online , dobbiamo considerare che l’attività di controllo è uno dei principali strumenti di lavoro, coinvolgendo la polizia locale, agevolando i controlli dei punti di gioco, riducendo offerta e ridimensionando i punti e predisponendo un sistema di vigilanza e controllo dei giochi nel rispetto delle norme antiriciclaggio. Il gioco legale è un volano importante per la nostra economia, ricordiamolo, con 1,1% del Pil e con 150mila occupati”.

Fonte: Cristina Doganini - Pressgiochi.it http://pressgiochi.it

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da BulloNe » 26/08/2017, 18:40

Così tanti a leggere e nessuno a commentare, evvabbè, lo faccio io il primo, però coraggio gente, la tastiera mica mozzica :amrs

Grande capo, non è che il mio spirito non è ben accetto? Io sono così, spero mi accettiate (ma non con un'accetta, spero). :urr
Io lo vedo troppo buonista questo rapporto, forse è un dato un pochino basso, anche se credo non sia molto di più.
Quando dice che non è vero che sono quelli a basso reddito e bassa scolarizzazione che giocano di più mi trova abbastanza d'accordo, riscontrandolo però nelle sale gioco fisiche, in quelle dei casinò online non ho ovviamente modo di saperlo.
Quello che mi preoccupa è il dato di quelli che giocano anche sui siti illegali, 47% è molto alto, e non capisco come mai visto i rischi che si corrono.
E' un rapporto veramente interessante, ottimo lavoro staff.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da max_tre2000 » 30/08/2017, 22:19

Ecco lo spirito che voglio vedere in voi iscritti, ampliare il più possibile la discussione sul gioco online sotto tutti i suoi aspetti.
Usare un'accetta? A questo ci pensa il nostro Jolly quando serve, ma non è il tuo caso, tranquillo, anzi...
Detto questo in effetti vorrei fare una ricerca più approfondita sulle percentuali giocatori/patologie derivanti, proprio per avere una controprova su quanto riportato in questo rapporto, e se avrò dati attendibili sarà mia cura comunicarveli.
Concordo con te che la percentuale dei giocatori che ammette di andare su siti illegali è molto alta, la loro "attrattiva" è di solito rappresentata da bonus di benvenuto altissimi e il prospettare vincite più alte rispetto ai regolamentati.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da MaurizioElle » 04/09/2017, 11:21

A me questi dati mi sembrano un pò di parte.
Non voglio dire che sia un rapporto falsato, ma in alcune cose, vedi il passo sul GAP, è forse troppo ottimista, forse mi sbaglio ma la percentuale per me è più alta.
Quale sia la soglia o il metodo che distingue giocatori abituali da giocatori con problemi patologici, è questo il punto da chiarire, a mio parere.
Una curiosità, ma in tutti i casinò online è d'obbligo in fase di iscrizione stabilire il limite massimo di importo del volume di gioco dopo il quale scatta l'autoesclusione?

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da max_tre2000 » 11/09/2017, 21:54

Con in muneri si sa, spesso anche se non vengono alterati possono essere interpretati.
Su quando un giocatore possa dirsi affetto da gap puoi valutarlo anche su quanto abbiamo indicato nella pagina Gioco responsabile , ci sono verso la fine indicati dei siti dove chiunque può effettuare dei test e valutare se si è affetti o meno, e comunque facendo una ricerca in rete ci sono anche altri siti dove farli.
La difficoltà spesso sta nel fatto che il giocatore stesso non si accorge di stare andando oltre un normale livello di gioco d'azzardo, ma dandosi dei limiti ben precisi, e qui mi riallaccio alla tua seconda domanda, come l'iporto massimo di soldi da giocare in un certo periodo, si riesce ad evitare di caderci, e in questo ci aiutano appunto i casinò online con questa impostazione.
Se tutti obblighino o meno il giocatore ad impostare questo punto importantissimo ha poca importanza, va fatto comunque, anche in forma volontaria.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da Aquila » 12/09/2017, 17:54

Un parere, ma secondo voi è facile cadere nel patologico e non capirlo?
E' una domanda che mi sono posto vedendo, anche se è un settore diverso, la mattina al bar i soliti che giocano con le slot fisiche, vederli cambiare soldi di continuo e giocare forte.
Ad uno di loro con cui ho stabilito una certa amicizia gli ho chiesto se per caso non si sentiva intrappolato dal gioco, lui dice di no, che ci si diverte e che non lo vede un problema, ma giocare qualcosa come minimo 50 euro a giorno, questo fa di solito, non è da considerare gioco patologico?

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da Venerdi17 » 13/09/2017, 18:19

Oggi ho problemi di linea adsl, va e viene, è la terza volta che provo a postare.
Comunque, sai che è una bella domanda la tua, aquila?
Io per esperienza personale credo di essermi fermato in tempo, quando ad un certo punto ho visto quanti soldi giocavo settimanalmente, ed era più di quello che pensavo.
Non avevo la sensazione di essere diventato dipendente dal gioco, ma in fin dei conti ci stavo cadendo, e mi sono fermato in tempo, ma non è che ora ho smesso di giocare, ho fatto come qualcosa tipo quanto scritto da max, mi sono dato un limite, e tramite un foglio elettronico tengo i conti, e solo se vinco supero il limite nella quantità dell'importo appunto che ho vinto.
Basta veramente poco per fare in modo di far rimanere il gioco d'azzardo online un divertimento e nulla di più.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da Jolly-rosso » 15/09/2017, 11:34

Infatti anche secondo il mio parere il porre un limite di spesa nei casino online, ponderata però in base alle vostre finanze, e non sforare mai questo limite è il primo "comandamento" che dovrete darvi.
E non pensare mai e agire di conseguenza cose del tipo "ma se ci metto qualche altro euro in fondo non fa nulla", "magari se proseguo ci potrebbe scappare la vincita", e via dicendo.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da Cristiano » 26/09/2017, 21:35

Anche secondo il mio modesto parere quel 0,9% sembra ottimista.
In ogni caso è vero, controllarsi quando si gioca è fondamentale, poi se a volte ci scappa qualche euro in più non è un dramma, a meno che siano quelli che magari, per fare un'esempio stupido, erano quelli per il latte, allora s'ì che si è nei guai.
Io come, spero, altri mi fisso il limite settimanale, poi a volte me lo gioco tutto in una volta e altre me lo diluisco in tutti i giorni.
Il problema a volte sorge, vedendo o sentendo altri, è quando si vince, si tende a rigiocarsi subito anche questi, non è che ci sia nulla di male, ma io preferisco far finta di non averli e continuare a rispettare il mio limite.

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Re: Percezione sociale del gioco d’azzardo: “solo lo 0,9% deve considerarsi giocatore problematico

Messaggio da max_tre2000 » 14/11/2017, 21:39

A questo proposito vi invito a leggere il nuovo post che ho inserito poco fa: ADM attiva numero verde per i problemi sul gioco di azzardo
Ovviamente va letto anche l'allegato, in cui si legge anche che tale numero verde servirà anche come osservatorio e raccolta dati sui problemi del gioco patologico, e speriamo che vengano resi pubblici per lo meno i dati generali risultanti.
Detto questo concordo la linea di pensiero sia di Jolly che di Cristiano, aggiungeri solamente che oltrepassare la "soglia di sicurezza" è molto facile e serve sempre una buona dose di autocontrollo quando si gioca.
Non nascondo che a volte anche per me è stata dura rispettare i limiti autoimposti, ma è fondamentale non oltrepassarli.

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